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  • Dalla Sèstola al punto B (inizio condotta forzata)

    Questa che vi sto per raccontare non è “storia” ma nemmeno “una storia”.
    Storia infatti è racconto di fatti e dati precisi, che io non posso fornirvi: pochi sono i documenti in mia mano da cui poter attingere con sicurezza dati precisi e notizie certe.
    Non è però nemmeno “una storia” in quanto non è frutto della mia fantasia, come fosse la fiaba di Biancaneve e i sette nani…

  • I Mulini di Zone

    Nella Poliza del Comun de Zon presentata l’anno 1573, il Comune dichiara di essere proprietario di «Item trei molini cum una roda per molino sul il territorio di maron contrata de Botini over Calon de li quali ne caveremo per ogni anno sachi quattro formento detrato perhò li spesi» [Sina, 1941].

  • Il Consorzio dei vasi Festola e Ariolo

    Il progetto è ricostruire la memoria con i documenti e le immagini per riscoprire le proprie origini e la propria storia.

  • La Machina [mappali 323-348], la Ca’ dei Foi [mappali 1118 -1389-1 e 1389-2] e la casa dei Folèc’ [mappale 351]

    Il complesso di abitazioni posto in località Folèc’ – recentemente ristrutturato – era sede di gualchiere (folloni, folli).

  • Mappale 114

    Il fabbricato denominato Cristì de Sóta, sebbene abbia subito nei secoli numerosi interventi edilizi, mantiene al proprio interno, al piano terreno, una porzione di costruzione che – come sembrano confermare i documenti consultati – risale al XVI secolo.

  • Mappale 119

    Nel 1860 vi sono sei frantoi, – due, senza dubbio, mossi da pale idrauliche (mappali 113 – questo mosso nel 1879 da una turbina – e 119), uno mosso dall’Opól e tre da uomini o animali – che, macinando 900 q.li di olive, producono 180 q.li di olio.

  • Mappale 139

    Luigi Pénte era della famiglia di Vesto dei Guerini Taì e si trasferì nel mulino di Ponzano intorno agli anni Venti e lo fece funzionare fino alla sua chiusura nel 1935.
    Prima di Luigi Guerini, mugnaio gestore del mulino era Serioli Vittore detto Itóre, padre di Antonio detto Tunù, di suor Giustina e di Maria, che fu poi assunto come portinaio alle ITB.

  • Mappale 143

    Nel 1852 il mappale 143 figurava intestato alla partita 615 del Catasto austriaco particellare dei terreni del Comune di Marone a Guerini Matteo fu Giacomo come segue: follo da coperte da lana ad acqua pertiche 0,11.
    Dal 1922 questo edificio fu abitato dalle famiglie Pezzotti detti Panighècc e Peri.

  • Mappale 148

    Nell’atto di costituzione del «Consorzio dei vasi Festola e Ariolo» del 1897, nel «Riparto in cavalli vapore delle forze utilizzate sull’albero motore del canale Festola» compare il nome di Zeni Egisto fu Angelo che, nel mappale 148, utilizza 4,97 HP di forza motrice.

  • Mappale 149

    «Detto numero 149 corrisponde allo stesso mappale del Catasto Vecchio [austriaco] ed all’attivazione dello stesso [1852] era intestato a Ghitti Bartolomeo fu Bartolomeo ed era descritto: mulino di grano ad acqua di pertiche censuarie 0,06 e colla rendita di lire austriache 61,60».

  • Mappale 150

    La tabella del 1879 indica il mappale 150, proprietà di Guerini Andrea fu Giacomo come «Mulini Gaudenzi»: l’edificio è dotato di tre ruote ed è una macina da grano. L’origine di questa denominazione è dovuta al fatto che nel 1866 ne erano proprietari Salvi Alemanno fu Giuseppe e Gaudenzi Maria fu Giacomo.

  • Mappale 151

    All’epoca della rilevazione catastale del 1852 il mulino, che è il mappale 151, è proprietà dei fratelli Ghitti Giuseppe [1813-?] e Luigi [1821-1863] fu Gottardo [1777–1850] della famiglia del Cucù–Gótard.
    Fu poi acquistato dai Cuter.

  • Mappale 156

    Nel Piano Viganò del 1811, il mappale 159 è l’abitazione dei fratelli Ghitti e il mappale 156 quella di Fontana Agostino.

  • Mappale 356: il mulino Cucagna

    Il 20 Agosto 1865, il Prefetto di Brescia, «desiderando il Governo di avere un’esatta statistica dei mulini e delle macine per cereali» chiede al Sindaco di Marone che venga redatto un censimento di tali attività. Dal documento risulta che il mulino di Bontempi Giacomo fu Pietro dei Cucagna aveva due ruote.

  • Mappale 96

    L’area attuale del mappale 96 – dismesso Feltrificio Moglia – comprendeva, nel 1808, i mappali 100, 99, 98, 97 (terreni) e 96 (il fabbricato); nel 1852 i mappali sono 100, 99, 98, 97 e 96, 212 (terreni) e 182 e 204 (i fabbricati); nel 1898 i mappali sono 98 e 220 (terreni) e 96 e 97 (i fabbricati).
    Secondo Gabriele Rosa, qui vi era nel 1300 il forno fusorio.
    Nel 1573, senza dubbio, vi erano il forno fusorio e la segheria comunale.

  • Mappali 130 e 131, la casa Mafignöla.

    I mappali 130 e 131 erano anticamente mulino e gualchiera delle famiglie Ghitti del Pestù, del Cucù e del Gotard.

  • Mappali 144, 147 e 312

    Il mappale 147 nel 1852 era accatastato a Novali Giovanni Battista e Giuseppe fratelli fu Antonio per antico possesso.
    I mappali 144 e 312 nel 1852 erano di proprietà dei fratelli Novali fu Giuseppe Valeriano per antico possesso.

  • Mappali 309 e 310

    Prima del 1851 il mappale 309 – orto con gelsi, con diritto di piantare sugli incolti lembi della valle – proprietario è Cristoforo Ghitti dei Pestù fu Cristoforo e Guerini Apollonia. Nel 1851 il Ghitti lo vende a Sina Marco…

  • Mappali 316-317-318

    Nell’atto di costituzione del «Consorzio dei vasi Festola e Ariolo» del 1897, nel «Riparto in cavalli vapore delle forze utilizzate sull’albero motore del canale Festola» compare il nome di Zeni Egisto fu Angelo che, nel mappale 148, utilizza 4,97 HP di forza motrice.

  • Uomini, vicende e luoghi dell’industria laniera a Marone – la localizzazione

    I quattro fattori economici di maggior peso nelle decisioni in tema di localizzazione delle attività produttive di tipo artigianale e industriale sono la disponibilità di energia, la manodopera, le fonti delle materie prime e il mercato…