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  • La Machina [mappali 323-348], la Ca’ dei Foi [mappali 1118 -1389-1 e 1389-2] e la casa dei Folèc’ [mappale 351]

    Il complesso di abitazioni posto in località Folèc’ – recentemente ristrutturato – era sede di gualchiere (folloni, folli).

  • Mappale 114

    Il fabbricato denominato Cristì de Sóta, sebbene abbia subito nei secoli numerosi interventi edilizi, mantiene al proprio interno, al piano terreno, una porzione di costruzione che – come sembrano confermare i documenti consultati – risale al XVI secolo.

  • Mappale 148

    Nell’atto di costituzione del «Consorzio dei vasi Festola e Ariolo» del 1897, nel «Riparto in cavalli vapore delle forze utilizzate sull’albero motore del canale Festola» compare il nome di Zeni Egisto fu Angelo che, nel mappale 148, utilizza 4,97 HP di forza motrice.

  • Mappale 150

    La tabella del 1879 indica il mappale 150, proprietà di Guerini Andrea fu Giacomo come «Mulini Gaudenzi»: l’edificio è dotato di tre ruote ed è una macina da grano. L’origine di questa denominazione è dovuta al fatto che nel 1866 ne erano proprietari Salvi Alemanno fu Giuseppe e Gaudenzi Maria fu Giacomo.

  • Mappale 151

    All’epoca della rilevazione catastale del 1852 il mulino, che è il mappale 151, è proprietà dei fratelli Ghitti Giuseppe [1813-?] e Luigi [1821-1863] fu Gottardo [1777–1850] della famiglia del Cucù–Gótard.
    Fu poi acquistato dai Cuter.

  • Mappale 156

    Nel Piano Viganò del 1811, il mappale 159 è l’abitazione dei fratelli Ghitti e il mappale 156 quella di Fontana Agostino.

  • Mappale 356: il mulino Cucagna

    Il 20 Agosto 1865, il Prefetto di Brescia, «desiderando il Governo di avere un’esatta statistica dei mulini e delle macine per cereali» chiede al Sindaco di Marone che venga redatto un censimento di tali attività. Dal documento risulta che il mulino di Bontempi Giacomo fu Pietro dei Cucagna aveva due ruote.

  • Mappale 96

    L’area attuale del mappale 96 – dismesso Feltrificio Moglia – comprendeva, nel 1808, i mappali 100, 99, 98, 97 (terreni) e 96 (il fabbricato); nel 1852 i mappali sono 100, 99, 98, 97 e 96, 212 (terreni) e 182 e 204 (i fabbricati); nel 1898 i mappali sono 98 e 220 (terreni) e 96 e 97 (i fabbricati).
    Secondo Gabriele Rosa, qui vi era nel 1300 il forno fusorio.
    Nel 1573, senza dubbio, vi erano il forno fusorio e la segheria comunale.

  • Mappali 130 e 131, la casa Mafignöla.

    I mappali 130 e 131 erano anticamente mulino e gualchiera delle famiglie Ghitti del Pestù, del Cucù e del Gotard.

  • Mappali 144, 147 e 312

    Il mappale 147 nel 1852 era accatastato a Novali Giovanni Battista e Giuseppe fratelli fu Antonio per antico possesso.
    I mappali 144 e 312 nel 1852 erano di proprietà dei fratelli Novali fu Giuseppe Valeriano per antico possesso.

  • Mappali 309 e 310

    Prima del 1851 il mappale 309 – orto con gelsi, con diritto di piantare sugli incolti lembi della valle – proprietario è Cristoforo Ghitti dei Pestù fu Cristoforo e Guerini Apollonia. Nel 1851 il Ghitti lo vende a Sina Marco…

  • Mappali 316-317-318

    Nell’atto di costituzione del «Consorzio dei vasi Festola e Ariolo» del 1897, nel «Riparto in cavalli vapore delle forze utilizzate sull’albero motore del canale Festola» compare il nome di Zeni Egisto fu Angelo che, nel mappale 148, utilizza 4,97 HP di forza motrice.

  • Mappali 361, 1895 e 5288: le Ciódere.

    Le Ciódere Dopo la follatura il tessuto era asciugato su stenditoi chiamati Ciódere, in cui la stoffa era fissata con chiodi per tenerla tesa. Il toponimo è, oggi, associato alla … Continua a leggere